Futuro

A tu per tu con gli eroi della guida autonoma

Chi saranno gli eroi della rivoluzione della guida autonoma? Gli ingegneri, i progettisti di strade, le società tecniche? Per noi di Volvo Cars i veri pionieri saranno le famiglie che sperimenteranno questa tecnologia nella loro quotidianità, come gli Hain di Göteborg...

BILL DUNN, MARZO 2017

Paula Hain

“Se avessimo un’auto a guida autonoma potrei parlare molto di più con i miei genitori,” dice Filippa Hain, 16 anni. “Potrei chiedere loro di aiutarmi con i compiti mentre siamo in macchina e avremmo anche la possibilità di chiacchierare normalmente senza che debbano concentrarsi sulla strada”. Questo, per Volvo, è lo scopo della tecnologia: rafforzare le relazioni umane e semplificare la vita. La famiglia Hain potrà sperimentarlo in prima persona nei prossimi mesi di quest’anno, quando prenderà in consegna una XC90 a guida autonoma nel quadro del programma di Volvo Cars Drive Me. Sono le prime persone la cui partecipazione a questo esperimento è stata confermata e le loro esperienze influiranno sul modo in cui Volvo svilupperà la propria tecnologia di guida autonoma.

Gli Hain, proprietari da tempo immemore di Volvo e originari di Göteborg, la città natale della casa automobilistica, hanno contattato l’azienda non appena hanno sentito parlare di Drive Me. Sono entusiasti delle nuove tecnologie e apprezzano l’apertura di Volvo verso il progresso e la sua capacità di “farsi carico”. La madre, Paula Hain, consulente di direzione, ammette che, nonostante lei sia entusiasta di partecipare a questo esperimento, i suoi amici e la famiglia allargata erano un po’ preoccupati quando ne hanno sentito parlare per la prima volta. “Volevano sapere se è sicuro, specialmente mia madre!” Come dice il padre, Alex Hain: “So che la prima volta che lascerò i comandi sarà dura. Ma mi piace molto la tecnologia e sono certo che Volvo non farebbe circolare una di queste macchine se non fosse sicura”.

Alex, dirigente IT, non vede l’ora di poter fruire dei benefici della guida autonoma: “Penso che un’auto che si guida da sé possa aggiungere qualcosa alla mia vita: tempo”. Volvo ha già introdotto Skype for Business, che semplifica l’organizzazione o la partecipazione ad audioconferenze dalla propria auto. Nella Volvo a guida autonoma del futuro i passeggeri potranno impiegare il proprio tempo in modo ancor più produttivo, ad esempio mettendosi in pari con le e-mail, leggendo un libro o anche guardando un film. Mentre i passeggeri si rilassano, l’auto si incarica della guida: “il cervello della guida autonoma” – così lo chiama Volvo – tiene sotto controllo l’intero processo.

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Video: Trent Victor spiega come funziona il progetto Drive Me

Gli Hain prenderanno in prestito una nuova XC90 che, oltre alle telecamere e ai sensori che servono alla guida autonoma, sarà dotata di sette telecamere per interni che registreranno le reazioni della famiglia. Alla fin fine, gli Hain avranno il compito di aggiungere il pezzo mancante del puzzle: la guida autonoma è ok sulla carta, ma come reagiscono le persone vere a un’esperienza che, all’inizio, sarà sicuramente fonte di turbamento?

Le impressioni degli Hain avranno un valore inestimabile. “Portare avanti un progetto di guida autonoma significa principalmente capire i bisogni e le aspettative delle persone,” dice Trent Victor, capotecnico senior del settore Crash Avoidance di Volvo Cars. “Con Drive Me saranno le persone ad insegnarci come rendere sicure e legali le auto a guida autonoma prima che vengano presentate al mercato. Si tratta di raccogliere dati effettivi da persone vere su strade reali”.

Questo approccio che ruota intorno alle persone è l’essenza stessa della visione Volvo. Crediamo che, nella corsa verso lo sviluppo della tecnologia per le auto a guida autonoma, il nostro settore abbia peccato di autoreferenzialità, dimenticando l’ingrediente fondamentale: le persone che le guideranno. “A quanto sappiamo, siamo gli unici produttori ad aver adottato un punto di vista antropocentrico nello sviluppo della guida autonoma” afferma Henrik Green, vice presidente senior, Research and development, Gruppo Volvo Car.

“Portare avanti un progetto di guida autonoma significa principalmente capire i bisogni e le aspettative delle persone”.
 

TRENT VICTOR
Capotecnico senior di Crash Avoidance presso Volvo Cars

Smilla Hain

Al progetto Volvo Drive Me parteciperanno sino a 100 persone che prenderanno a noleggio auto a guida autonoma e le useranno nel traffico della tangenziale di Göteborg. In seguito, Volvo sposterà il progetto a Londra e in una città cinese. Volvo è convinta che una sperimentazione reale, su strade vere, sia il modo migliore per far sì che la guida autonoma porti il maggior numero di vantaggi: non c’è tempo da perdere. La figlia minore degli Hain è d’accordo: “Penso che sia davvero molto forte vedere il futuro che si concretizza oggi” dice la tredicenne Smilla.

Gli Hain sono stati i primi ad iscriversi, e Volvo desidera incoraggiare persone di tutti i tipi a seguire il loro esempio. Marcus Rothoff, responsabile del progetto Drive Me, spiega: “Non vogliamo coinvolgere solo i nostri amici, persone che hanno già un atteggiamento molto favorevole alla guida autonoma. Puntiamo ad avere partecipanti diversi per età, genere, uso della macchina e stile di vita, per essere certi che la nostra tecnologia sarà adatta a tutti i futuri utenti delle auto a guida autonoma.

“Abbiamo bisogno di persone che vivono fasi diverse della vita, che sono stanche dopo una dura giornata di lavoro, che devono passare a prendere i bambini da scuola o che hanno commissioni da fare sulla via di casa. Dobbiamo pensare a tutti gli scenari che si possono presentare durante un trasferimento tipico”.

Perciò, se nei prossimi mesi dell’anno vi capiterà di trovarvi nell’area di Göteborg, fermatevi brevemente a guardare le Volvo XC90 in circolazione. Dentro potrebbero esserci i pionieri di una nuova era degli spostamenti, famiglie reali che ci aiutano a cambiare in meglio la relazione tra esseri umani e auto.