La porta sulla roccia

«Limitate tutto all’essenziale, ma non togliete la poesia», riassume la filosofia estetica giapponese wabi-sabi. Un principio che si incontra anche nel viaggio verso la porta sulla roccia. È un posto di magica bellezza. Invitante ma non invadente, sobrio ma ricco di vita e poesia, si rivela dopo aver varcato la porta sulla roccia. La vista spazia sul Lago dei Quattro Cantoni e si apre all’essenziale.
Come se questi attributi giapponesi non fossero sufficienti, la Stiftung Felsentor è stata fondata nel 1999 dal sacerdote zen Vanja Palmers e dal monaco benedettino David Steindl-Rast e qui è stato costruito un tempio zen sul modello giapponese. Non è un dettaglio il fatto che la fondazione si trovi ai margini della strada che porta a uno dei luoghi di montagna più turistici. Molti visitatori vengono qui a trovare la quiete – e non solo nella meditazione aperta che si tiene settimanalmente. Per molti, la porta sulla roccia è una casa temporanea, una compagna di viaggio.

Lo stesso vale per gli animali. Qualche anno fa, quando un toro è fuggito dal mattatoio e dal suo destino e Vanja Palmer ha letto sul giornale di questo animale amante della libertà, lo ha accolto e ha fondato qui un centro per il benessere degli animali, con una casa di riposo per ex animali da reddito. È un luogo in cui i mondi si scontrano e alla fine si fondono l’uno nell’altro.

Attività nei dintorni della destinazione

(1) Un viaggio nel tempo con lo storico piroscafoa ruote fino a Weggis. (2) Colazione con caffè e cornetto al Café Dahinden direttamente sul lago. (3) Vai a piedi fino alla fondazione Felsentor, fai uno spuntino nel caffè all’aperto e ascolta il silenzio. (4) Sali a piedi fino in cima al Rigi e pensa alle folle di turisti giapponesi che di solito si scatenano in questo luogo di grande richiamo. Oppure sali sulla Rigibahn, il primo treno ad alta tecnologia in Europa. (5) Al ristorante Regina Montium fai un viaggio culinario nell’orto di erbe aromatiche del ristorante. E infine puoi gettarti sul letto stanco e felice. (6) Dopo la colazione biologica torna a piedi a Weggis e vivi un’avventura sul pedalò come in alto mare, al «Lüüchttürmli».

Giappone

Mangiare e cenare

Dolce, aspro, salato, amaro e umami – i primi quattro gusti sono ben noti, l’ultimo invece una novità. Il chimico giapponese Kikunae Ikeda lo identificò nel 1909. L’umami si percepisce per esempio nei pomodori secchi, nel parmigiano e nella salsa di soia.

Film

In Svizzera la conoscono praticamente tutti: la serie animata «Heidi» del 1974. Meno noto, invece, è il fatto che si tratti di una produzione giapponese. I creatori della serie hanno poi partecipato alla fondazione dello Studio Ghibli, noto per film d’animazione come «La città incantata».

Arte

Lo chef giapponese Itsuo Kobayashi ha iniziato a raffigurare i suoi pasti molto prima di Instagram. Invece di usare la macchina fotografica usa la matita e negli ultimi 32 anni ha fatto oltre mille disegni di quello che mangia.

Natura

Nella valle di Tortin presso Nendaz, nel Vallese, si trova il Giardino Giapponese, un paesaggio idilliaco attraverso cui si snoda un piccolo ruscello e le cui rocce sembrano disposte con meticolosità. Anche se il nome sembrerebbe indicare il contrario, il Giardino Giapponese non è artificiale, ma completamente naturale.

Riconoscimenti & crediti

Intestazione: Felsentor, 1a immagine: Felsentor, Mappa: @swisstopo (JMI190029), Illustrazioni: Atelier Cartographik, cartographik.com, Testi: Transhelvetica