Momenti felici nel fiordo di Calfeisen

D’inverno la valle di Calfeisen è buia quasi quanto l’estremo nord, poiché i raggi del sole vengono schermati dall’imponente massiccio del Ringelspitz. Fu questa una delle ragioni che portò i Walser ad abbandonare St. Martin. Disboscarono intere foreste, lasciando spazio alle valanghe che, senza trovare ostacoli, penetravano nella valle. Così i Walser, pur essendo abituati a territori selvaggi, dovettero arrendersi all’imprevedibilità della natura e nel 1652 abbandonarono definitivamente l’insediamento. Di quell’epoca, restano ancora oggi la piccola chiesa, un edificio residenziale a due piani e il fascino di un luogo circondato da giganti e avvolto da un’atmosfera mistica.
All’inizio del XX secolo all’abitato si aggiunse qualche casa, poi St. Martin passò di generazione in generazione a poche famiglie, che insieme contribuirono alla sopravvivenza di questo piccolo borgo. Quando fu completata la diga, nel 1976, venne a crearsi un fiordo che vede ora il Gigervaldsee snodarsi con grazia tra i fianchi delle montagne. Oggi St. Martin è una vera e propria oasi di pace. Le case sono state amorevolmente restaurate, mantenendo inalterato il fascino originale. Così, le «travi delle anime» della casa del sacrestano ricordano l’epoca in cui i morti venivano portati in casa e le travi venivano spostate per lasciar uscire lo spirito dei defunti. Nell’oscurità popolata dalle stelle.

Attività nei dintorni della destinazione

(1) Per prepararsi al viaggio, guardare il film «L’arciere di ghiaccio» di Nils Gaup e immergersi nell’atmosfera del paesaggio norvegese. (2) Provenendo da Bad Ragaz, ammirare il nuovo straordinario ponte sulla gola della Tamina. (3) Salire da St. Martin all’alpe di Malans e proseguire fino all’alpe Sardona, per poi rientrare costeggiando il fiume sul lato opposto della valle (circa 4 ore e mezza) e godersi la vista sul fiordo intagliato fra le montagne. Lungo la strada, non dimenticare di raccogliere i tesori geocache di Transhelvetica. (4) Ottimo cibo, sauna e cielo stellato nel rifugio di montagna St. Martin. (5) Se i norvegesi vantano la galleria stradale più lunga del mondo, noi abbiamo la più spettacolare: si trova lungo la strada che attraversa il passo Kunkel in direzione di Tamins (acquistare il ticket giornaliero!). (6) Prima di continuare il viaggio, immergersi nell’acqua fredda di montagna delle undici fontane di legno all’altezza del passo, immaginando il mare norvegese.

Norvegia

Mangiare e cenare

I norvegesi amano i waffle, sia dolci che salati, preferibilmente a forma di cuore e più sottili e morbidi rispetto a quelli americani o belgi. Joar Mortveit ha persino stabilito un primato da Guinness con un waffle da 98 cm di diametro.

Letteratura

Gli scandinavi sono bravi a raccontare storie, basti pensare al film «Headhunters» di Morten Tyldum; la trama è tratta dall’omonimo libro di Jo Nesbø, autore noto soprattutto per i suoi romanzi polizieschi sull’ispettore Harry Hole.

Musica

Forse è proprio perché sanno godersi i momenti di felicità che i norvegesi producono così tanta buona musica. Un tempo a portare la musica norvegese in tutto il mondo erano Edvard Grieg e Johan Svendsen, mentre oggi sono gli a-ha, i Royksopp e Marit Larsen. I nostri preferiti sono Sidsel Endresen e il trio di Tord Gustavsen per i momenti di relax, mentre i Kakkmaddafakka e la Kaizers Orchestra per un’iniezione di energia. E non manca un tocco svizzero, con Debrah Scarlett che ha gareggiato per la Norvegia all’Eurovision Song Contest 2015.

Persone

I norvegesi hanno una parola per indicare i momenti felici: «kos» può significare sedersi a tavola con le persone care, ma anche tenersi per mano sotto l’aurora boreale.

Riconoscimenti & crediti

Intestazione: gettyimages.com, 1a immagine: Juerg Hostettler (https://www.juerghostettler.com), Mappa: @swisstopo (JMI190029), Illustrazioni: Atelier Cartographik, cartographik.com, Testi: Transhelvetica