I 60 anni della P1800

Campo sportivo

Iniziavano a maggio 1961 le consegne della prima coupé Volvo. Star della tv con Roger Moore e autentica icona di stile

Quando, a gennaio 1960, il Salone di Bruxelles svela al mondo la Volvo P1800, è in realtà già esistita una sportiva nella gamma: la Volvo P1900, o Volvo Sport, costruita tra il 1956 e il 1957 in poche decine di esemplari (ne parliamo qui: Volvo Sport).

Oltre a essere la prima coupé e la prima sportiva costruita in serie, la P1800 è anche l’unica Volvo la cui cifra identificativa coincide con la cilindrata (la precedente Volvo P1900 era infatti una millequattro). Il suo stile è dovuto a una collaborazione tra lo stilista svedese Pelle Petterson e la carrozzeria italiana Frua. 

Siccome la linea di produzione di Olofström è satura a causa della forte domanda di Volvo PV544 e Volvo Amazon e quella di Torslanda, vicino a Göteborg, è ancora in fase di costruzione, sorge il problema di dove produrre la Volvo P1800. Viene così individuato un fornitore esterno nell’inglese Jensen Motors, nel West Bromwich, non lontano da Birmingham.

Qui avviene la verniciatura e il montaggio delle scocche nude, che sono state in precedenza stampate e saldate in Scozia, presso la Pressed Steel.

È per questa delocalizzazione produttiva, che richiede i suoi tempi per essere organizzata, che tra reveal e inizio della commercializzazione trascorre quasi un anno e mezzo.

Le prime Volvo P1800 di produzione inglese conservano il paraurti anteriore in due parti incurvate verso l’interno, ma non hanno più i copricerchi a raggiera né il paraurti posteriore a sua volta separato.

Sono scomparsi i finestrini posteriori apribili a compasso e l’abitacolo è stato fatto oggetto di numerose modifiche di dettaglio. La cooperazione con gli inglesi rivela alcune criticità, giacché non è semplice per la Jensen soddisfare gli elevati standard Volvo.

Approfittando dell’inaugurazione dell’impianto di Torslanda, tra marzo e aprile 1963 la produzione viene spostata in Svezia. La vettura cambia nome in Volvo 1800 S (per Sverige).

Almeno parte della popolarità della Volvo P1800 la si deve a Roger Moore, che la impiega dal 1962 al 1969 nella serie tv inglese The Saint, il Santo, articolata intorno al personaggio Simon Templar: una sorta di moderno Robin Hood ideato dal romanziere Leslie Charteris ancora negli anni ’20.

Nel corso delle sei stagioni (per un totale di 118 episodi da 50 minuti ciascuno) Moore-Templar viaggia su una Volvo P1800 avorio con targa personalizzata ST1. Nelle prime quattro stagioni Il Santo è rigorosamente in bianco e nero; solo nelle ultime due si converte al colore.

Da autentica sportiva, la Volvo 1800 S ha una strumentazione completa, con due quadranti principali dietro il volante in mezzo ai quali si stagliano i termometri acqua e olio, mentre indicatore livello carburante, manometro olio e orologio sono al centro della plancia, subito sotto il retrovisore (articolato in basso) e protetti da due fasce di materiale plastico antiurto e antiriflesso.

Il tachimetro – che abitualmente è graduato a intervalli di 20 km/h – ha “salti” di 40 km/h, per suggerire le possibilità prestazionali del nuovo motore B18 con cinque supporti di banco capace, nella prima release, di 100 cavalli.

Con il passare degli anni la Volvo 1800 S subisce un’evoluzione costante ma graduale, senza mai stravolgere la personalità dello stile originario.

Nel 1965 i cerchi ruota pieni lasciano spazio a quelli, con feritoie di ventilazione, della Volvo Amazon.

Nel 1967 la modanatura laterale, che risaliva lungo la porta per concludersi sulla parte terminale del finestrino, viene raddrizzata e prolungata sin quasi a metà dell’arco passaruota posteriore. Anche il motore ha subito due step evolutivi, aumentando la propria potenza prima a 108 cv nel 1963, poi a 115 cv nel 1965.

In questa immagine un modello 1967 è fotografato nel centro di Göteborg.

Squadra vincente non si cambia, ma si adegua perché sia sempre al massimo della forma.

Nel 1968 la cilindrata passa a 2 litri, con potenza di 118 cv (che poi aumenteranno a 130 cv nel 1969 e a 135 cv nel 1970, quando venne adottata l’iniezione elettronica). Lo stile, un instant classic, viene appena ritoccato: griglia nera, cerchi più moderni con colonnette di fissaggio a vista e corniera cromata, sfoghi d’aria sulle pinne.

Anche la plancia è adeguata all’evoluzione dello stile: presenta la parte mediana in legno, una nuova grafica della strumentazione, un volante a tre razze a calice. E siccome la praticità è un must, un portaoggetti sul tunnel centrale. L’ultima 1800, una E, viene assemblata il 22 giugno 1972.