Volvo e il nostro Paese

Lezioni di italiano

C’è tanto tricolore, nelle scelte della marca. Ecco alcuni dei numerosi incontri tra il rigore svedese e la creatività delle nostre parti

All’inizio degli anni ’70 la Volvo 1800 ha oramai dieci anni.

La Volvo si rivolge a un atelier piemontese, Coggiola, chiedendogli di progettare una nuova coupé: viene esposta come prototipo al Salone di Parigi nel 1971 con il nome di Volvo Viking. Ma in contemporanea alcune delle idee della Viking vengono implementate su una shooting brake che conserva la parte anteriore della Volvo 1800 E: nasce così, da un’idea italiana, la Volvo 1800 ES, che viene costruita sino a giugno 1973 in 8.077 esemplari, destinati in larga misura al mercato americano.

Oggi questa coupé con anima tricolore è una delle Volvo classiche più amate.

La collaborazione con Coggiola continua, nel 1977, con la Volvo 262C.

Che è italiana anche per costruzione: viene infatti allestita da Bertone perché volumi di produzione di nicchia non sono compatibili con l’organizzazione del lavoro degli stabilimenti svedesi.

Destinata principalmente agli USA, viene in realtà apprezzata in tutto il mondo, raddoppiando gli obiettivi iniziali di vendita. Più bassa di 6 cm rispetto alla berlina Volvo 264, ha il parabrezza maggiormente inclinato e un corposo montante posteriore. A muoverla, il V6 PRV 2.7 litri - 141 cv (155 cv nel 1981). Fino al 1979 è solo argento con tetto in vinile nero; nel 1979 arriva questa nuance oro integrale.

Anche l’erede della Volvo 262 C - la Volvo 780 - è una cooperazione Volvo/Bertone.

In questo caso il carrozziere di Grugliasco non si limita a industrializzare e a realizzare materialmente la vettura: ha infatti anche contribuito al suo disegno. Sviluppata sul pianale della Serie 740/760, è una lussuosa coupé che - tra l’altro - porta al debutto il motore turbodiesel in abbinamento a questo genere di carrozzeria.

Diversamente dalla Volvo 262 C, che manteneva parti di carrozzeria della Serie 260, la Volvo 780 è un’auto interamente autonoma, in termini di design. Viene costruita sino al 1990 in 8.518 esemplari. 

Il Motor Show di Bologna, allestito nei padiglioni fieristici del capoluogo emiliano dal 1976 al 2017, ha rappresentato un concept molto originale di Salone automobilistico: lo spettacolo (inteso come esibizioni sui piazzali) ha convissuto con l’esposizione di modelli tradizionalmente intesa.

Questa sua natura, unitamente al fatto che era l’ultima fiera dell’anno, seguendo i Saloni di Francoforte o di Parigi e anticipando quello di Detroit, faceva sì che non fossero frequenti i debutti mondiali che vi si svolgevano.

Uno di questi fu, a dicembre 2003, quello della Volvo V50. Un reveal dal forte valore simbolico, visto che da sempre Bologna è stata la sede della filiale italiana dell’azienda.

Volvo Car Italia è stata costituita nel 1973 sulla base dell'attività rilevata da una piccola azienda importatrice privata, operante da metà degli anni '60.

Vende stabilmente circa 20mila vetture l’anno con una quota pari all’1,10%. Nel segmento premium detiene uno share prossimo al 10%. Fra il 2011 e il 2013 si è aggiudicata per tre anni consecutivi il premio per la soddisfazione della Rete dei Concessionari.

L’attuale denominazione (prima si chiamava Volvo Auto Italia) è stata assunta nel 2013. In questa immagine, un gruppo di Volvo classiche davanti alla sede bolognese di via Enrico Mattei in occasione di un raduno del Registro Italiano Volvo.

Un angolo di Svezia nel cuore di Milano, città del design e della moda.

Un luogo in cui il pubblico può incontrare i valori Volvo nel corso di eventi che celebrano la bellezza e la creatività (come in occasione di questa sfilata di Gilberto Calzolari) ma parlano anche del futuro elettrico della mobilità.

Tutto questo è il Volvo Studio Milano, primo concept globale al mondo con questi contenuti: è qui che, tra l’altro, sono stati svelati in prima universale la Volvo XC40 e il Care by Volvo. Tecnologia, materiali e design del locale richiamano quelli  che si trovano nei modelli di oggi.

È un luogo in cui sentirsi accolti per un caffè senza essere coinvolti in trattative per l’acquisto di un’automobile.

Sono molti anni, oramai, che Volvo Car Italia è tra i fornitori della Polizia per i servizi di pattugliamento autostradale.

La più recente fornitura, avvenuta ad agosto 2020, riguarda 25 esemplari della station wagon Volvo V60 che gli agenti utilizzano sulle tratte delle Autovie Venete SpA, attive tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia.

Curato dallo specialista Focaccia Group, l’allestimento comprende la livrea istituzionale ad alta rifrangenza, i dispositivi luminosi e acustici di ultima generazione nonché il vano tecnico posteriore attrezzato con tutte le dotazioni operative e di emergenza.