1956: la prima scoperta Volvo

Da perderci la testa

Fece un’apparizione commerciale rapida, questa avveniristica roadster con carrozzeria in materiali plastici che festeggia oggi i suoi 65 anni

È una delle Volvo meno conosciute, ed è giusto valorizzarla. Perché, oltre ad avere uno stile morbido e sinuoso, è stata un’antesignana della costruzione in materiali plastici. La Volvo Sport (anche conosciuta come PV 1900) aveva infatti la carrozzeria in resina, applicata su un telaio a longheroni e traverse appositamente progettato. Era mossa dal motore più potente della serie PV 444 (un millequattro da 70 cavalli). La sua destinazione prevalente era l’America. Non a caso il suo corpo vettura era opera della californiana Glasspar, specializzata in questo genere di realizzazioni.
Pronta come prototipo già nel 1954, la P1900 viene sottoposta a lunghi test stradali: la produzione vera e propria ha inizio nei primi mesi del 1956. Rispetto ai piani iniziali, l’hardtop smontabile (che rappresenta l’unica protezione in caso di maltempo) viene sostituito da una più versatile capote in tela. Eppure l’idea originaria di una copertura rigida, stavolta ripiegabile e movimentabile elettricamente, è ripresa nel 2006 sulla seconda generazione della Volvo C70. Segno che la storia ha sempre qualcosa da insegnare.
Il debutto in società avviene a gennaio 1956, al Salone di Bruxelles; le consegne iniziano a primavera. Ne vengono costruiti 44 esemplari nel corso dell’anno, e altri 23 nel 1957, oltre a cinque “muletti” che non sono compresi nel conto della produzione di serie. Nel frattempo, il 13 agosto 1956, Assar Gabrielsson cede la presidenza a Gunnar Engellau. La necessità di concentrare ogni sforzo industriale sul nuovo modello di volume, la Amazon, consiglia al nuovo presidente di sospendere la produzione della Sport dopo poco più di un anno e 67 esemplari.
Ancorché breve, la sua carriera sarà in ogni caso utile a lanciare il messaggio che la Volvo non sa costruire solo vetture affidabili e indistruttibili: ha molto da dire anche sui temi delle granturismo e dei metodi di costruzione alternativi. Se nei decenni a venire sono esistite coupé di grande fascino come la P1800 S, la 1800 ES, la 262, la 480 e due generazioni di C70 il merito è dell’attenzione che suscitò questa roadster dalle linee eleganti e dalla strumentazione da sportiva di razza.