L’alto di gamma Volvo

Pezzi da novanta

Da oramai un quarto di secolo la serie trasversale delle “90” contrassegna berline, station wagon, SUV e crossover al top dell’offerta

È esistita una S90 prima della S90 come la conosciamo oggi.

La prima generazione della berlina top level sbarca al Salone di Parigi nell’autunno 1996 (in Italia le consegne iniziano a febbraio 1997). È, a tutti gli effetti, la ben nota Volvo 960 — che a sua volta continua nella tradizione inaugurata dalla 760 — la quale, adeguandosi al nuovo naming della marca inaugurato nel 1995 da S40 e V40, assegna alle berline la lettera S (Sedan) seguita da una doppia cifra tonda.

Nell’occasione, vengono apportate numerose modifiche di dettaglio all’abitacolo. Costruita per due anni in 26.269 esemplari, la S90 viene sostituita nel 1998 dalla prima generazione della S80.

Parallelamente alla berlina, il cambio di denominazione interessa pure la station wagon, che da 960 SW passa a chiamarsi V90 (la V sta per Versatility).

A sottolinearne il posizionamento elevato e a evitare ogni interferenza interna con la V70 (a sua volta diretta emanazione della 850 SW), la V90 (9.067 unità) viene proposta unicamente con motore a 6 cilindri in linea di 2.9 litri da 182 o 204 cavalli.

S90 e V90 sono a loro modo pietre miliari nella storia della Volvo: sono infatti gli ultimi due modelli con motore anteriore longitudinale e trazione posteriore prima dell’adozione generalizzata delle ruote motrici anteriori.

La serie 90 permette alla Volvo anche di esplorare terreni sino ad allora non battuti, come quello delle Sport Utility.

Categoria cui appartiene la XC90, che debutta nel 2002 ed è sviluppata sulla piattaforma delle berline e station wagon full-size della gamma, quindi la S80 e la V70 di seconda generazione. Il baricentro relativamente basso per un veicolo 4x4 ne incrementa l’agilità stradale, a tutto vantaggio della sicurezza.

Sempre a proposito di protezione degli occupanti, viene impiegato per la prima volta proprio sulla XC90 il ROPS (Roll Over Protection System) che minimizza le conseguenze di un eventuale ribaltamento. È anche la prima Suv di questa categoria con sette posti orientati nel senso di marcia su tre file.

Dopo una produzione di 636.143 esemplari, il 25 luglio 2014 la XC90 esce di produzione dallo stabilimento di Torslanda.

Ma trova subito, a raccoglierne il testimone, un’altra XC90. Un modello di importanza capitale, perché è il primo che porta al debutto una serie molto importante di contenuti tecnici e stilistici del tutto nuovi, poi estesi anche ad altri modelli della gamma: la piattaforma Spa, i motori quattro cilindri della serie Drive-E, i fari a martello di Thor, il display verticale da 9,5 pollici con interfaccia Sensus, la balestra trasversale posteriore in materiale composito.

Tutte le Volvo attualmente in produzione devono molto a quella che resta ancor oggi l’ammiraglia nell’offerta Suv.

Da mainstream che erano le berline sono diventate, negli ultimi anni, un genere molto specializzato. Quantomeno da noi in Europa.

La Volvo ha scelto di non abbandonarle, non solo perché in altre aree del mondo c’è ancora richiesta per questo genere di vetture, ma per fornire una linea di prodotto di grande qualità a chi sia comunque alla ricerca di una tre volumi dalle forme classiche ma non banali, come confermano il taglio del montante posteriore e il disegno dei gruppi ottici.

La S90 di terza generazione, svelata nel 2016 al Salone di Detroit, ha portato al debutto tra le sedan Volvo la propulsione ibrida, affidata alla variante T8 nella quale l’unità elettrica muove le ruote posteriori trasformandola di fatto in una trazione integrale.  

Naturale completamento della gamma 90 la V90, offerta sia come station wagon tradizionale sia nella versione Cross Country (nella foto), che è una crossover, ovvero un punto d’incontro tra una “familiare” classicamente intesa e una Suv.

La caratterizzazione estetica è garbata ma non timida e si accompagna a elementi tecnici quali assetto rialzato (ci sono 20,4 cm di luce libera da terra) e protezioni frontali, posteriori nonché laterali per meglio affrontare terreni potenzialmente accidentati.

Non manca la possibilità di averla a trazione integrale, con assistenze elettroniche specifiche tra cui il Torque Vectoring o il Corner Traction, a dimostrazione che nella grande famiglia della Serie 90 ognuno può trovare l’auto più adatta alle proprie esigenze.