La Volvo e le competizioni

Portata per lo sport

Dai rally africani ai campionati turismo internazionali passando per i videogame: quando i modelli della Casa hanno detto la loro sui campi di gara

Per una Casa automobilistica fare sport non è solo uno straordinario veicolo di promozione: è un modo per sperimentare la resistenza delle proprie vetture in condizioni estreme, così da poter poi trasferire quelle esperienze sulla produzione di serie. L’exploit più lontano nel tempo di una Volvo in gara porta la data del 19 aprile 1965.

In quel giorno i fratelli kenioti Joginder e Jaswant Singh tagliano per primi il traguardo dell’East African Safari a bordo della loro PV544, stabilendo il miglior margine mai registrato nella storia della gara: il secondo posto viene infatti conquistato un’ora e 40 minuti dopo. L’auto vincitrice di quel rally, completamente ricondizionata, è oggi esposta al Museo di Göteborg.

Vent’anni dopo la mitica impresa dei due sikh, nel 1985 si impone un’insolita tripletta sulle gare di velocità su pista.

Curiosa davvero, perché la coppia di piloti è composta da uno svedese, Thomas Lindström (a destra in questa foto) e un italiano, Gianfranco Brancatelli. Svedese è anche la loro vettura, una Volvo 240 Turbo Gruppo A che in quella stagione vince l’ETCC (European Tourism Car Championship, il campionato turismo europeo) e figura brillantemente nel DTM (Deutsche Tourenwagen Meisterschaft, quello tedesco). Il “flying brick”, mattone volante, come viene ribattezzata, deriva dalla vettura di serie ma monta una turbina maggiorata e intercooler specifico con iniezione di acqua.

Se le affermazioni del “mattone volante” sdoganano definitivamente la Volvo come costruttore di vetture non solo solide ma all’occorrenza anche molto rapide, nel 1994 il BTCC, cioè il campionato turismo britannico, impone all’attenzione del pubblico e dei media addirittura una station wagon dalle ambizioni pistaiole: la 850 SW, preparata in collaborazione con l’inglese TWR e mossa da un due litri 5 cilindri da 280 cavalli abbinato a un cambio sequenziale a 6 marce X-Trac.

Nella stagione 1995 lascerà il posto alla 850 berlina per una questione di regolamenti aerodinamici. Come solo alle vere glorie succede, diventa protagonista, nel 2009, di un videogioco, “Volvo – The game”, assieme ad altre auto del passato.

Una di queste glorie dell’altro ieri è la Volvo S60 Concept, che qui vediamo —da un frame dello stesso videogioco — impegnata in una curva della pista di Chayka, vicino a Kiev, in Ucraina.

È uno dei tracciati virtuali (assieme alla Eco Drive Arena di Göteborg) protagonista di “Volvo — The game” sviluppato in collaborazione con SimBim per Windows e scaricato, nei primi due giorni dalla release, da oltre 50mila utenti, 1.200 dei quali si affrontano immediatamente in appassionanti “sportellate” virtuali.

Cambiano i tempi e le modalità di divertirsi: la Volvo accompagna i propri clienti reali e telematici anche in questo genere di competizioni.

Virtuale è bello, reale molto di più.

Specie se assume le forme irresistibili di questa S60 Silhouette car nel BTCS, Belgian Touring Car Series, del 2010. La categoria S1, cui è iscritta la S60, richiede che tutte le vetture abbiano una struttura tubolare, lo stesso tipo di sospensioni anteriori e posteriori e le medesime caratteristiche aerodinamiche.

Questa S60 (mossa da un V6 3,5 litri da 410 cavalli) rappresenta in qualche modo un omaggio al Belgio, Paese in cui dal 1965 è attivo — a Ghent — uno dei più importanti stabilimenti di produzione della Volvo. Vincent Radermecker e Eric Van De Poele sono i piloti che la inaugurano sul tracciato di Zolder, prima delle sei gare sulle quali si articola il campionato.

Dal 2009 il reparto sportivo della Volvo è la Polestar: nata nel 1996 come squadra corse, ha portato in gara, allo Swedish Touring Car Championship ma anche in altri campionati nazionali e internazionali, S40, C30 e due generazioni di S60. Tra le affermazioni più significative della squadra, la doppia vittoria al Nürburgring (e il miglior tempo sul giro) nella stagione 2017 ai comandi di Thed Björk (che era partito sesto in quella gara) e Nicky Catsburg, su S60: posizionamenti che hanno svoltato la stagione, conclusasi con la vittoria nel campionato mondiale turismo.

Thed Björk diventa, così, il primo pilota svedese di sempre a fregiarsi del titolo di campione del mondo mentre Volvo Cars, Polestar e Cyan Racing conquistano il loro primo mondiale nella categoria.