Le Volvo per la collettività

Spirito di servizio

Una Volvo è sempre utile. Ma alcune lo sono state in modo particolare: ambulanze, furgonette, taxi, navette aeroportuali, auto della Polizia, supporti per il delivery grazie all'App Volvo On Call

Da quando esiste l’automobile esiste l’autoambulanza.

Un marchio che ha fatto della protezione delle persone uno dei propri valori di riferimento non poteva non dare il proprio contributo, nel corso delle epoche, anche alle operazioni di soccorso degli ammalati e degli infortunati. Tra le prime conversioni in autolettiga made in Göteborg, questa Volvo della serie PV 650.

L’epoca è quella compresa tra il 1935 e il 1936, e l’autotelaio sulla cui base è realizzata porta la sigla PV 656. Anche nei decenni successivi molte ambulanze sono state sviluppate a partire da modelli Volvo, sino alla metà degli anni ’70.

Tutti conosciamo la Volvo PV445 - P210, meglio nota come Duett, e sappiamo che è stata la prima station wagon della marca.

Meno noto, in quanto prevalentemente riservato al mercato scandinavo, il suo impiego come veicolo di servizio in questa esecuzione furgonetta priva del divano posteriore, con i vetri laterali sostituiti da pannelli lamierati e con un portapacchi sul padiglione per il trasporto di carichi ingombranti. In questa immagine degli anni ’50 la Duett da lavoro reca le insegne della Televerket, l’ente telefonico di Stato svedese attivo sino al 1993.

Anche i modelli successivi avrebbero ricevuto la livrea arancione dell’azienda, in prevalenza conservando la carrozzeria standard.

L’auto pubblica per eccellenza: il taxi.

Dopo avere motorizzato le strade e le piazze svedesi con la serie PV800 (un modello uscito di produzione nel 1957 ma rimasto in servizio sino a metà degli anni ’80, il che testimonia della sua robustezza) la Volvo inizia a modernizzare la propria offerta di auto pubbliche con la Volvo 144.

Mentre la prima serie è in generale allestita con la livrea gialla con bande laterali nere, le evoluzioni successive (come questo modello 1973, riconoscibile per gli indicatori di direzione angolari) sono in giallo integrale, come la stragrande maggioranza dei taxi europei dell’epoca.

Sfruttando la stessa piattaforma della Volvo 264 TE, la limousine a passo lungo, nel 1977 la Volvo mette in produzione la 245 T (Transfer).

È una versione allungata di 70 cm con passo maggiorato, porte posteriori più ampie, tre file di sedili e otto posti. Dietro i sedili posteriori conserva la medesima capacità di carico della Volvo 245 standard.

È una vettura che viene spesso utilizzata come navetta aeroportuale o come shuttle per gli alberghi; in qualche caso, con funzione di scuolabus, succedendo alla precedente 145 Express. Viene prodotta nello stabilimento di Kalmar sino al 1981 in 280 esemplari.

Ogni epoca ha avuto la sua Volvo della Polis, la polizia svedese, con livree, equipaggiamenti e modelli di base differenti.

Questo, ad esempio, è il modello 2014 della Volvo XC70 D5 AWD: carrozzeria station wagon, trazione integrale ed elevata altezza da terra per affrontare agevolmente operazioni anche in presenza di terreni accidentati. Rispetto alla versione civile le sospensioni hanno settaggi specifici.

La presenza di rails sul padiglione rende particolarmente agevole il montaggio delle luci blu. Come tutte le altre vetture presentate in questa rassegna, si tratta di un allestimento in-house. Anche in Italia la Polizia utilizza vetture Volvo, dalla Volvo V50 in avanti.

Apparentemente, questa Volvo S90 non ha livree o caratteristiche particolari: è una vettura strettamente di serie.

Ma diventa a sua volta un’auto di servizio grazie ai tempi che cambiano e alle tecnologie che li evolvono: l’App Volvo On Call permette infatti di gestire da uno smartphone, insieme a tante altre funzioni, anche la ricezione di un pacco nel portabagagli della vettura, ovunque essa sia parcheggiata, grazie a una chiave digitale usa e getta.

E così, grazie all’auto connessa, anche una berlina si trasforma in un supporto logistico di grande praticità.