
“Orizzonti sensoriali” è il tema curatoriale scelto per il 2026 da Volvo Studio Milano. Ad esso i partner culturali si sono ispirati per progettare, creare, realizzare insieme a Volvo Studio Milano le proposte della stagione. Perché questa scelta? Da un punto di vista scientifico, l’orizzonte sensoriale di un organismo vivente è costituito dai limiti spaziali di una particolare modalità sensoriale: ad esempio, la vista è un senso a lungo raggio, mentre la portata della percezione tattile è tipicamente limitata allo spazio corporeo. Evolutisi in funzione della sopravvivenza delle specie, gli orizzonti dei nostri sistemi sensoriali permettono di percepire il mondo e di porci in relazione con esso e con gli altri esseri viventi. Se è attraverso l’udito che percepiamo la musica, è tuttavia grazie a una complessa rete di orizzonti sensoriali (comprendente l’udito, ma non solo) che un concerto diventa un’esperienza coinvolgente in tutti i sensi. Gli orizzonti sensoriali ci permettono di essere nel tempo e nello spazio, ma anche nelle relazioni e quindi nelle emozioni. Dalle scienze alle attività culturali, essi orientano la nostra capacità di elaborare un senso del mondo che è anche costruzione di valori comuni attraverso esperienze esistenziali collettive.
ELSEWHERE
Nuovi Orizzonti Sonori
ELSEWHERE è la nuova rassegna musicale con cui Volvo Studio Milano traccia un percorso multiforme delle sonorità e delle sperimentazioni elettroniche provenienti dal panorama autoriale indie. D’altronde questi sono gli anni in cui la musica elettronica sembra avere fatto definitivamente il grande salto verso l’affermazione, passando dalla dimensione clubbing dei dancefloor più infuocati alle sale da concerto. Un esempio prestigioso è la nomina di Caterina Barbieri, giovane compositrice di musica elettronica sperimentale, alla direzione artistica della Biennale Musica di Venezia per il biennio 2025-26. Non è un caso quindi se Volvo Studio Milano, sensibile alle espressioni più autentiche della creatività, individui nelle pulsioni della musica elettronica contemporanea l’affermarsi di un linguaggio dell’innovazione capace di interrogare il nostro tempo oltre la dimensione musicale. ELSEWHERE esplora così nuovi orizzonti sonori tra spazio, mente e tempo. E lo fa presentando una line-up di musicisti le cui scelte artistiche spingono a mutazioni sorprendenti l’idea stessa di musica, secondo torsioni imprevedibili e collisioni generative tra creatività, algoritmi, AI.
In collaborazione con BASE Milano e Le Cannibale.
Calendario:
12 febbraio 2026
Planet Opal
4 marzo 2026
Anna Vulkan Registrati all'evento
26 marzo 2026
Indian Wells Registrati all'evento
17 aprile 2026
Maria Chiara Argirò
inizio concerti ore 21.00
Bio:
Planet Opal
Immagina i Soulwax che jammano con gli LCD Soundsystem o una band kraut che anticipa la techno, con suoni cromatici che si intrecciano con selvaggi ritmi di batteria: i Planet Opal sono un’autentica rivelazione dell’elettronica italiana. Si ispirano alle scene post-punk e post-disco ri-codificandole in chiave sound-system. Nel novembre del 2021 pubblicano l’album d’esordio “Cartalavonu” (Dischi Sotterranei) che presto condurrà Giorgio e Leonardo sui palchi di tutta Italia ed Europa: Mi Ami, Sherwood, Villa Ada (insieme a Pendulum), Next Please (in apertura a Calibro 35 e Dj Khalab) e ancora il MENT Festival di Ljubljana, dove i direttori artistici della venue K4/Zorica notano i ragazzi per invitarli immediatamente a suonare per loro. In estate Cosmo li scopre e li invita ad aprire i suoi concerti di Padova e Lignano Sabbia d’Oro. Ma non è finita qui, i Planet Opal partecipano al Mondo Festival di New York e agli eventi di Novi Sad (Serbia) - Capitale della Cultura Europea 2022, dimostrando che la loro proposta musicale ha tutti i crismi dell’internazionalità. Il loro anno favoloso si chiude con le aperture per i Niños du Brasil e per Populous, altro estimatore della loro musica.
La primavera del 2025 segna il ritorno dei Planet Opal, è imminente la pubblicazione del loro nuovo, attesissimo, album.
Anna Vulkan
Anna and Vulkan nasce nella provincia di Napoli. Il Vulcano è un chiaro riferimento al Vesuvio, da sempre presente fuori alla finestra di casa sua e simbolo costante del ritorno a casa. Sin da piccola cresce circondata da strumenti musicali per la professione del padre, musicista e compositore, e ascolta Lucio Dalla, Pino Daniele e Petrucciani nei numerosi viaggi in auto. Si avvicina alla musica lentamente e in maniera piuttosto indipendente, iniziando a suonare la batteria, uno dei pochi strumenti assenti a casa sua. Comincia poi a strimpellare la chitarra e il pianoforte da autodidatta e a scrivere le prime canzoni verso i 15 anni. Nello stesso periodo mette insieme il gruppo Sonder, dove partecipa come batterista e cantante e vive le sue prime esperienze live in piccole esibizioni e concorsi regionali. Con i Sonder produce un EP, “Come ti senti”, nell’entrata di casa sua. Si trasferisce poi a Trieste, dove studia alla Scuola Interpreti e si appassiona alle lingue e alla linguistica. Dopo tre anni di università si trasferisce a Vienna dove lavora come Brand Designer e suona in un nuovo progetto, ancora una volta come batterista. A Vienna ricomincia a scrivere e produrre autonomamente brani suonando chitarra, batteria, basso e tastiere. Si avvicina con più passione alla musica italiana, vecchia e nuova, ma continuando ad esplorare la scena internazionale. Ascolta qualsiasi cosa con interesse, spaziando tra lingue e generi diversi, dall’italodisco al reggaeton, passando per sonorità più intime per poi finire nel jazz e nell’indie pop.
Indian Wells
Indian Wells è il moniker dell'artista di musica elettronica Pietro Iannuzzi, originario del sud Italia. Il lavoro di Wells trae ispirazione dal suo background culturale legato a elementi di isolamento geografico, sociale e politico, da cui scaturisce un modo concettualmente ed emotivamente guidato di comporre musica elettronica.
“No One Really Listens to Oscillators” è il quarto album di Indian Wells ed è stato pubblicato sull’etichetta di Max Cooper, “Impronta Mesh”, nell’estate 2022. Esplora il concetto di "incompiuto", sia in relazione a sé stessi, che all’arte, all’architettura e all’ambiente circostante.
Le precedenti uscite di Indian Wells includono album su etichette come Bad Panda e remix per Ghostly International, Anjunadeep, Terrible Records, Bastard Jazz, Sekuoia e Populous.
“Where The World Ends” è il terzo album in studio di Iannuzzi. Ha ottenuto il plauso della critica internazionale come A Closer Listen, Resident Advisor, Boiler Room, Clash, Electronic Sound, XLR8R ed è stato incluso tra i 50 migliori album del 2017 di Mixmag.
L'influenza di Indian Wells si estende oltre le mere pubblicazioni musicali, avendo composto anche musica per il cinema, la televisione e i media. Quella di Inannuzzi è intelligent dance music che da sempre continua a ispirare, sfidare e affascinare il pubblico.
Maria Chiara Argirò è una figura centrale nel panorama jazzistico, classico ed elettronico britannico da quando si è trasferita a Londra da Roma più di dieci anni fa. Pianista di talento fin dall'infanzia, ha collaborato con artisti del calibro di These New Puritans, Jono McCleery e Jamie Leeming, Moonfish. Il suo precedente album solista, lo straordinario disco di jazz-fusion elettronico Forest City, ha ricevuto ampi consensi dalla critica ed è stato recensito da testate come The Guardian, Pitchfork, Vogue e Rolling Stone. La sua musica è stata utilizzata nella serie Netflix Elite e tra i suoi fan figurano artisti del calibro di Four Tet e Gilles Peterson, che ha descritto la sua musica come “assolutamente pazzesca”.