
Considerato il suo debutto tutto sommato recente sulla scena delle arti musicali (intorno al 1700, anno più anno meno), verrebbe da chiedersi come abbia potuto la storia della musica fare a meno del pianoforte fino ad allora. Sì perché nonostante il suo ponderoso ingombro, il pianoforte è probabilmente il più straordinario e versatile tra gli strumenti musicali: l’unico per il quale i grandi compositori abbiano composto musiche da suonare in due sullo stesso strumento - il cosiddetto pianoforte a quattro mani. Da solo, oppure per accompagnare cantanti o altri strumenti, addirittura in competizione con un’intera orchestra sinfonica (come nel caso del concerto per piano e orchestra): non c’è niente che il pianoforte non sia in grado di fare. Nel Novecento, quando ormai si riteneva che il meglio della letteratura pianistica fosse già stato scritto, il pianoforte ha continuato ad evolvere, segnando le più ardite sperimentazioni musicali come quelle di John Cage e il suo pianoforte preparato. Il jazz se ne è impossessato sin dalle origini per inventare armonie nuove, stili inauditi e ritmi percussivi (d’altronde il pianoforte è classificato come strumento a percussione). Nel corso del tempo è diventato persino elettrico - ed è grazie anche a questa innovazione se i dischi di Stevie Wonder, Marvin Gaye e tanti altri artisti sprigionano quel sound inconfondibile che suona ancora oggi meravigliosamente attuale.
Di sicuro, l’impatto avuto sulla musica occidentale ha reso il pianoforte sin dal suo primo apparire “il re” degli strumenti (non ce ne vogliano i chitarristi!). Ma nonostante l'alto lignaggio, nessun altro strumento si è prestato con altrettanta autoironia al ruolo di sparring partner di talenti comici come Victor Borge; nessuno ha accettato di abbassarsi, di rimpicciolirsi - anzi di miniaturizzarsi - al punto di diventare uno strumento giocattolo - i toy pianos, che a dispetto del nome sono veri e propri strumenti, regolarmente suonati da musicisti come Vinicio Capossela, Pascal Comelade, Yann Tiersen e dall’inimitabile Schroeder, l’introverso personaggio dei Peanuts.
Insomma: se il pianoforte non esistesse, bisognerebbe inventarlo. E con lui, il più famoso festival che da oltre quindici edizioni lo celebra, Piano City Milano. Fortunatamente esistono già entrambi. E tra i palchi principali di questa nuova edizione 2026 ci sarà, consolidato main partner da nove anni, Volvo con Volvo Studio Milano.
Il programma di quest’anno vede al Volvo Studio Milano esibirsi grandi nomi e, soprattutto, piccoli protagonisti: i bambini. Si parlava più sopra dei toy pianos non a caso: nella giornata di domenica 17 maggio, Volvo Studio Milano ospiterà alcuni laboratori ludo-musicali in cui i più piccoli potranno divertirsi a giocare e strimpellare con i pianoforti giocattolo - un modo coinvolgente di introdurre i bambini al magico mondo dei suoni, del ritmo, delle melodie. Perché la musica, tra le varie cose, è soprattutto un divertentissimo gioco.
Programma
Edoardo Riganti Fulginei
Sabato 16 maggio, ore 15:00
PierC | Piano Lesson
Sabato 16 maggio, ore 19:00
Laboratori di Toy Pianos
Domenica 17 maggio, ore 11:00
Sergio Cammariere | Piano Lesson
Domenica 17 maggio, ore 19:00